

@ Sudiopagi
Arca Rubra nasce da una passione per il vino coltivata nel tempo, parallelamente a quella per l'architettura, l'urbanistica e il territorio.
La sua storia è strettamente legata a Matteo Huber, architetto, urbanista e viticoltore ticinese, che da oltre trent'anni affianca alla propria attività professionale nel campo dell'architettura e della pianificazione territoriale una personale ricerca nel mondo della vite e del vino.
Tre attività che non si sono mai sostituite l'una all'altra, ma che sono cresciute parallelamente e che condividono, per molti aspetti, lo stesso punto di partenza: il territorio. Conoscerlo, interpretarlo, comprenderne le caratteristiche e intervenire rispettandone l'identità sono principi che appartengono tanto all'architettura e alla pianificazione quanto alla viticoltura.
Una passione iniziata negli anni Novanta
L'interesse per la vinificazione nasce all'inizio degli anni Novanta, negli stessi anni in cui prende avvio l'attività professionale di Matteo Huber come architetto e, successivamente, come urbanista.
All'inizio è soprattutto curiosità: sperimentare con le uve, comprenderne le trasformazioni, confrontare tecniche di vinificazione e affinamento. Con il trascorrere degli anni questa curiosità si trasforma in una ricerca sempre più approfondita, senza mai perdere il carattere personale e artigianale delle origini.
Dopo circa quindici anni, nel 2005 nasce ufficialmente l'attività commerciale di Arca Rubra, con i primi vini DOC ottenuti da uve ticinesi acquistate.
Da allora la produzione si sviluppa gradualmente, accompagnata dalla nascita di nuove etichette e soprattutto dal desiderio di continuare a sperimentare.
Il vigneto di Agra
Un momento importante nella storia di Arca Rubra è la realizzazione del vigneto di Agra, in Collina d'Oro, dove nel 2014 entrano progressivamente in produzione circa 4'200 ceppi.
Nel vigneto convivono sei vitigni: tre rossi — Merlot, Carminoir e Ferradou — e tre bianchi — Sauvignon Blanc, Sauvignon Gris e Sémillon.
Da queste uve nascono interpretazioni differenti, attraverso vinificazioni, assemblaggi e affinamenti che permettono di produrre vini diversi per carattere ed espressione.
Dal 2016 la produzione è concentrata nella cantina di Muzzano. Le attrezzature si sono naturalmente evolute negli anni, ma è rimasto immutato il principio che accompagna Arca Rubra fin dall'inizio: seguire direttamente il vino lungo tutto il suo percorso, dalla vendemmia alla vinificazione, dall'affinamento fino alla messa in bottiglia.
Sperimentare, senza inseguire le mode
La ricerca è probabilmente l'elemento che meglio descrive la filosofia di Arca Rubra.
L'omonimo Arca Rubra, uno dei primi vini importanti della cantina, nasce anche dall'esperienza di un viaggio in Borgogna e dal confronto con un amico viticoltore. Un incontro che apre nuove prospettive sul modo di interpretare la vinificazione e l'affinamento. L’etimologia di Arca è Agra (luogo di produzione delle uve). Il nome antico di Agra pare fosse Acra che letto all'incontrario da appunto Arca, rubra sta per rosso.
Negli anni nascono così nuove idee e nuove etichette.
NotediNotte è il risultato dell'assemblaggio dei tre vitigni rossi, prima vinificati separatamente e successivamente riuniti alla ricerca di un equilibrio comune.
Ai rossi si affiancano i vini bianchi, un Metodo Classico che riposa per quattro o cinque anni sui lieviti e, più recentemente, un Merlot rosato.
La produzione rimane volutamente contenuta. Questo permette di conservare quella libertà di sperimentazione che ha caratterizzato Arca Rubra fin dalle sue origini: non produrre necessariamente ogni anno le stesse cose nello stesso modo, ma lasciare spazio alle caratteristiche dell'annata, alle intuizioni e alla curiosità. Nel 2024 vengono messe a dimora 1000 ceppi di Sauvignier gris con la volontà di sperimentare dei ceppi PIWI. Lo sviluppo iniziale del vigneto risente però della presenza della Popillia japonica che indebolisce le barbatelle. Si spera di avere una prima produzione da questa parte di vigneto nel 2028.
Non solo vino
Anche le vinacce diventano materia di ricerca.
Da quelle ottenute dai diversi vitigni nasce una grappa particolarmente aromatica, la Grrapa, che costituisce anche la base del Nòs, il nocino di Arca Rubra prodotto seguendo l'antica ricetta di nonna Amalia
La memoria familiare ritorna nell'Amàr e in altre piccole produzioni della cantina, mentre nuove sperimentazioni si estendono ai distillati e ai vini fortificati.
Sono produzioni spesso limitate, nate più dalla curiosità e dal piacere della ricerca che dalla volontà di ampliare semplicemente una gamma commerciale.
Il vino come cultura e convivialità
Per Matteo Huber il vino non si esaurisce però nella coltivazione della vite o nella produzione di una bottiglia.
Il vino è anche territorio, cultura, incontro e convivialità.
Una dimensione che negli anni lo ha portato ad approfondire il rapporto con il mondo vitivinicolo anche al di fuori della propria cantina e che oggi esprime, tra l'altro, nel ruolo di Prefetto del Cotterd del Ticino della Confrérie du Guillon.
Un impegno che permette di creare incontri tra produttori, appassionati e territori e di favorire il dialogo tra la cultura vitivinicola ticinese e quella della Svizzera romanda.
Arca Rubra
Arca Rubra rimane volutamente una realtà di piccole dimensioni.
Non nasce dall'idea di trasformare una passione in un'industria, ma dal desiderio di poter continuare a coltivare, vinificare, assaggiare, confrontarsi e sperimentare.
Architettura, urbanistica e vino continuano così a fare parte della vita di Matteo Huber come attività distinte, ma unite da una sensibilità comune verso il territorio e ciò che esso è in grado di esprimere.
Perché un territorio può essere letto in molti modi.
Il vino è uno di questi.

